Novità Resto al sud: estese le agevolazioni anche al commercio

Con Comunicato Stampa del 17 novembre 2021 Invitalia annuncia un’importa novità: l’incentivo Resto al Sud è stato finalmente esteso anche al commercio e alle isole minori del Centro-Nord.

L’estensione alle attività commerciali allarga notevolmente la platea dei potenziali beneficiari della misura, rendendolo più appetibile agli aspiranti imprenditori che intendono avviare una nuova impresa legata al commercio. 

Resto al Sud rimane una delle misure più interessanti per gli aspiranti imprenditori del Sud Italia che intendono avviare una propria iniziativa imprenditoriale, infatti lo scopo dell’iniziativa è proprio quello di incentivare l’imprenditorialità e creare nuove opportunità nel Sud Italia e ed evitare la fuga dei talenti dalle aree del Mezzogiorno. Inoltre grazie a Resto al Sud è possibile ottenere il 50% dell’importo sotto forma di contributo a fondo perduto, in quanto non deve essere restituito dai soggetti beneficiari. Ora che include anche le attività commerciali è davvero una grande opportunità da non lasciarsi sfuggire.

Resto al Sud: come funziona

Resto al Sud è un incentivo, introdotto nel 2017, che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali da parte di disoccupati tra i 18 e i 55 anni nelle Regioni del Sud Italia, nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria) e, ora, anche nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord.

Resto al Sud prevede l’erogazione di un massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, estendibile a 60.000 euro per le società individuali con un solo soggetto proponente. Nel caso di società composte da quattro soci l’incentivo può arrivare ad un massimo di 200.000 euro.

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese ammissibili e sono così composte:

  • 50% di contributo a fondo perduto;
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI, da restituire in 8 anni, di cui 2 di preammortamento. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

Inoltre, a supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto:

  • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale;
  • fino a un massimo di 40.000 euro per le società.

Resto al Sud: a chi è rivolto

Resto al Sud è rivolto agli aspiranti imprenditori tra i 18 e i 55 anni che:

  • al momento della presentazione della domanda abbiano la residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria), nelle isole minori marine del Centro-Nord, nonché in quelle lagunari e lacustri; o che trasferiscano la propria residenza in una di queste regioni entro 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria;
  • non siano già titolari di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017;
  • non hanno ricevuto altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio;
  • non hanno un lavoro a tempo indeterminato e si impegnano a non averlo per tutta la durata del finanziamento.

Si rivolge anche:

  • alle imprese costituite dopo il 21/06/2017;
  • alle imprese costituende (la costituzione deve avvenire entro 60 giorni);
  • ai liberi professionisti che non risultino titolari di partita IVA nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta.

Resto al Sud: cosa finanzia

Resto al Sud finanzia:

  • attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • turismo;
  • commercio;
  • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria).

Sono escluse le attività agricole.

Spese ammissibili

Resto al Sud finanzia le seguenti spese:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) per un massimo del 20% del programma di spesa.

Non sono ammissibili le spese di progettazione e promozionali (a esclusione di volantini, brochures, cartelloni pubblicitari, biglietti da visita etc), le spese per le consulenze e per il personale dipendente.

Come presentare la domanda

Le domande possono essere presentate esclusivamente online attraverso il portale di Invitalia, in seguito alla registrazione nella piattaforma tramite SPID.

La domanda si compone di un Business Plan in cui si richiede un’analisi dettagliata sull’idea di business, il team e l’organizzazione della futura azienda, l’analisi di mercato, il modello di crescita, gli aspetti tecnici ed economici e il programma di spesa.

Invitalia valuta le domande in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di presentazione e verifica il possesso dei requisiti anche attraverso un colloquio con i proponenti. Non ci sono graduatorie, e non sono previste scadenze per la presentazione delle domande, in quanto si tratta di un incentivo “a sportello”: le domande possono essere presentate fino al termine dei fondi disponibili.

Contattaci subito per avviare la domanda

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