Digitalizzazione delle imprese nel 2020: un’opportunità o una necessità?

L’Italia occupa la venticinquesima posizione, su 28 Paesi membri, nella classifica dell’Unione Europea sull’utilizzo delle tecnologie digitali. A dirlo è il DESI 2020, l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società della Commissione Europea, che monitora le prestazioni digitali in Europa e misura i progressi compiuti dai paesi dell’UE in termini di competitività digitale. E per quanto riguarda la digitalizzazione delle imprese, l’Italia è in estremo ritardo sia nell’utilizzo di tecnologie come il cloud e i big data, sia nell’implementazione del commercio elettronico.

La buona notizia è che, già nel 2019, si era previsto il lancio di nuove iniziative per il potenziamento della digitalizzazione dell’economia e della società italiane, tra cui l’introduzione di un nuovo importante intervento chiamato “Italia 2025”, un piano di 5 anni che pone la digitalizzazione e l’innovazione al centro di un processo che prevede “una strutturale e radicale trasformazione del Paese”. Inoltre, sul fronte della digitalizzazione delle imprese, il governo ha promosso una serie di interventi destinati all’innovazione, agli investimenti verdi e alle PMI, rinnovando il Piano Nazionale “Impresa 4.0” e introducendo il piano “Transizione 4.0”.

Insomma, tutto sembra puntare nella stessa direzione: sostenere gli investimenti delle imprese innovative e a favore della digitalizzazione. Ancora di più a seguito della crisi causata dalla pandemia Covid19, che ha mostrato quanto siano indispensabili le tecnologie digitali per la ripresa economica del Paese.

Ma cosa significa digitalizzare un’impresa?

L’evoluzione tecnologica e digitale è un processo fondamentale per le imprese che, per evitare di rimanere indietro o di essere tagliate fuori dal mercato, devono costantemente innovarsi e adeguarsi sia nella gestione delle risorse e nei processi produttivi sia nella realizzazione di prodotti sempre più competitivi.

La digitalizzazione delle imprese, infatti, riguarda tutte quelle misure volte a migliorare l’efficienza aziendale e a modernizzare l’organizzazione del lavoro, attraverso, per esempio, lo sviluppo di e-commerce, di software per la gestione e analisi di dati, di WebApp, o la formazione qualificata del personale impiegato.

I benefici sono diversi e innegabili: l’ampliamento della propria platea di clienti grazie all’aumento della competitività nei mercati nazionali e internazionali, la riduzione dei costi e dei tempi di lavoro grazie alla realizzazione di processi produttivi, di vendita e di comunicazione più rapidi e snelli e, a livelli più alti, l’aumento dei livelli di sicurezza aziendale.

In poche parole, digitalizzare un’impresa consiste nell’implementare una serie di strumenti tecnologici e digitali volti a migliorarne il processo produttivo e la competitività sul mercato.

Le opportunità più interessanti nel 2020

Il 2020 si è confermato l’anno delle agevolazioni sul fronte della digitalizzazione delle imprese.

Infatti, uno dei maggiori ostacoli da parte delle imprese che intendono innovarsi è, spesso, la mancanza di fondi. E, purtroppo, ancora oggi gli imprenditori non capiscono il reale valore e i benefici derivanti dagli investimenti in questo settore, che vedono più come un costo che come un’opportunità.

Ma sembra che le istituzioni l’abbiano finalmente capito e stiano lanciando diversi segnali in tal senso.

Uno dei bandi più interessanti dell’ultimo periodo è stato “Sostegno allo sviluppo produttivo nella Città Metropolitana di Cagliari”, che si è concluso qualche settimana fa e aveva l’obiettivo di supportare gli investimenti in campo informatico e digitale delle piccole e medie imprese operanti nel territorio. Si è trattato di un contributo a fondo perduto di 15.000 Euro a copertura del 100% degli investimenti.

Un altro bando simile ma rivolto alle le PMI operanti in tutto il territorio della Sardegna è “Microincentivi per l’innovazione”, un contributo a fondo perduto di 15.000 Euro per l’acquisto di servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione.

Altrettanto interessante è “Digital Transformation,un’agevolazione recentemente promossa dal Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) a sostegno della trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese che prevede il 10% di rimborso sotto forma di contributo a fondo perduto e il 40% sotto forma di finanziamento agevolato.

Per le Start-Up Innovative è disponibile invece “Voucher Start-Up 2020”, un bando che intende sostenere progetti incentrati sul completamento di nuovi prodotti/servizi e/o processi che presentano significativi elementi innovativi. Anche in questo caso si tratta di un contributo a fondo perduto che eroga da un minimo di 15.000 Euro a un massimo di 100.000 Euro e copre fino al 90% degli investimenti.

Ora la domanda da porsi è: digitalizzare le imprese nel 2020 è solo un’opportunità o è diventata una reale necessità?

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