CoronaVirus e aiuti alle Imprese

La strategia della Commissione Europea per contrastare l’impatto economico della pandemia di Coronavirus include:

  • il ricorso alla piena flessibilità dei quadri di riferimento per il bilancio e gli aiuti di Stato;
  • la mobilizzazione del bilancio dell’UE che consentirà al gruppo BEI di fornire alle Piccole e Medie Imprese (PMI) liquidità a breve termine;
  • 37 miliardi di euro.

In pratica, si propone l’adozione da parte della Commissione di un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato così da consentire agli Stati membri di garantire una liquidità sufficiente a disposizione delle imprese di tutti i tipi e al fine di tutelare la continuità dell’attività economica durante e dopo la pandemia di coronavirus.

E’ in tale scenario che la Commissione ha già definito, in aggiunta alla decisione dell’Eurogruppo sulla piattaforma flessibile degli aiuti di Stato e altro, un’iniziativa di investimento in risposta al Coronavirus, diretta a promuovere gli investimenti mobilitando le riserve di liquidità disponibili nei Fondi strutturali e di investimento europei per combattere immediatamente la crisi.

Quadro generale degli aiuti alle Piccole Medie Imprese (PMI)

Il quadro di riferimento per gli aiuti di Stato sarà temporaneo e interesserà le società in difficoltà dal 31 dicembre 2019.

Gli aiuti verranno dati seguendo 3 modalità:

  1. Sovvenzioni dirette e Agevolazioni fiscali.

Gli Stati membri saranno in grado di istituire regimi per concedere fino a 500 mila euro a un’azienda al fine di fronteggiare le esigenze urgenti e indifferibili di liquidità.

Una tale misura può assumere la forma di una sovvenzione diretta ad hoc o di un vantaggio fiscale.

  1. Garanzie statali a sostegno dei prestiti bancari e dei prestiti pubblici e privati con tassi di interesse agevolati. Gli Stati membri potranno concedere garanzie statali o istituire sistemi di garanzia a sostegno dei prestiti bancari sottoscritti da società. Queste garanzie potranno essere concesse a tassi agevolati rispetto al tasso annuale di mercato stimato. Naturalmente, saranno definiti alcuni limiti per l’importo massimo del prestito, in accordo con le esigenze operative delle società, che terranno conto delle necessità derivanti dai salari e delle esigenze di liquidità. Le garanzie potranno riguardare sia gli investimenti che i prestiti in conto capitale E ancora, i tassi di interesse, ovvero, gli Stati membri potranno concedere prestiti pubblici e privati a imprese con tassi di interesse agevolati. Tali tassi dovranno però essere almeno pari al tasso di base applicabile al 1° gennaio 2020 (sulla data si suggerisce di attendere la norma definitiva).

Inoltre, il premio per il rischio di credito corrisponderà al profilo di rischio del beneficiario, con tassi diversi per le PMI e per le altre tipologie di aziende.

  1. Aiuti alle Banche. Tale misura riconosce il ruolo importante del settore bancario e di altri intermediari finanziari nell’affrontare gli effetti economici dell’epidemia. Il quadro temporaneo chiarisce che, se gli Stati membri decidono di veicolare gli aiuti all’economia reale attraverso le banche, questi dovranno essere aiuti diretti ai clienti delle banche, in particolare le PMI, non alle banche stesse.

Spetterà alla Commissione definire ulteriori indicazioni sul modo in cui ridurre al minimo eventuali aiuti residui indebiti alle banche e garantire che l’aiuto venga trasferito effettivamente ai beneficiari finali sotto forma di maggiori volumi di finanziamento, minori requisiti di garanzia, premi di garanzia inferiori o tassi di interesse più bassi.

Tra queste modalità puntuali, ci saranno le misure generali per fornire sussidi salariali e avviare la sospensione dei pagamenti fiscali per tutte le società o fornire un risarcimento alle società per i danni derivanti dall’epidemia COVID -19. In particolare, si fa riferimento esplicito all’istituto della compensazione come strumento utile per sostenere i settori maggiormente colpiti. Naturalmente, il richiamo diretto è al pieno sfruttamento della flessibilità già prevista, come detto, dalle norme sugli aiuti di Stato.

La Commissione a breve predisporrà anche dei modelli per facilitare il lavoro e progettare le misure. Il primo dovrebbe interessare il risarcimento delle società per danni e sarà disponibile online.

Le risorse

L’investimento veicolato con i canali della sussidiarietà e della proporzionalità supererà rapidamente i 37 miliardi di euro. A tal fine, la Commissione ha proposto al Parlamento europeo e al Consiglio di sbloccare circa 8 miliardi di euro di liquidità da destinare agli investimenti.

Al fine di indirizzare rapidamente questi 37 miliardi di investimenti pubblici europei verso gli interventi necessari ad affrontare le conseguenze della crisi del Coronavirus, la Commissione propone altresì di rinunciare quest’anno all’obbligo di chiedere il rimborso dei prefinanziamenti che non sono stati spesi a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo sociale europeo (FSE), del Fondo di coesione (FC) e del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) fino alla chiusura del programma.

Gli Stati membri saranno comunque tenuti a utilizzare gli importi non recuperati nel 2020 per accelerare gli investimenti relativi all’epidemia di COVID-19 nell’ambito del FESR, del FSE, del FC e del FEAMP.

Fondi UE per le PMI

Gli 8 miliardi di euro potranno sbloccare circa 29 miliardi di finanziamenti strutturali in tutta l’UE e consentirne l’uso. La Commissione, inoltre, propone che il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale possa sostenere il finanziamento del capitale circolante delle Piccole Medie Imprese dove necessario come misura temporanea, al fine di rispondere in modo efficace a una crisi sanitaria pubblica.

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